L’approccio alle patologie del pavimento pelvico deve necessariamente tenere conto della complessità di questa regione anatomica, che resta anocra d oggi una delle  meno comprese . Il pavimento pelvico costituisce una cerniera funzionale tra la colonna vertebrale, il bacino e gli arti inferiori. L’apparato urogenitale, così come il distretto anorettale, sono intimamente collegati con la componente muscolo- ligamentosa del pavimento pelvico e ogni modifica di statica e dinamica innescata da alterazioni della colonna vertebrale, del bacino e degli arti inferiori ha elevata probabilità di ripercuotersi sulla componente fasciale e muscolare e quindi di esprimere disturbi della funzione urinaria e fecale.

Questo aiuta a capire come un  paziente con mal di schiena possa avere cistiti ricorrenti o accessi di malattia emorroidaria. Allo stesso modo, disturbi della componente sacrale o della muscolatura orizzontale del piano pelvico posso essere interpretati in prima battuta come patologie anoperianali.

 

Diventa necessario arrivare ad una diagnosi, quanto più possibile precisa , coinvolgendo l’urologo, l’ortopedico, il neurochirurgo, il gastroenterologo, per avviare poi questi pazienti a trattamenti quasi sempre riabilitativi combinati grazie all’intervento dell’ osteopata, del fisioterapista, di trattamenti come la elettroterapia o il bio-feedback.