L’approccio alle patologie del pavimento pelvico deve necessariamente tenere conto della complessità di questa regione anatomica, che resta ancora  oggi una delle  meno comprese . Il pavimento pelvico costituisce una cerniera funzionale tra la colonna vertebrale, il bacino e gli arti inferiori. L’apparato urogenitale, così come il distretto anorettale, sono intimamente collegati con la componente muscolo- ligamentosa del pavimento pelvico e ogni modifica di statica e dinamica innescata da alterazioni della colonna vertebrale, del bacino e degli arti inferiori ha elevata probabilità di ripercuotersi sulla componente fasciale e muscolare e quindi di esprimere disturbi della funzione urinaria e fecale.

Questo aiuta a capire come un  paziente con mal di schiena possa avere cistiti ricorrenti o accessi di malattia emorroidaria. Allo stesso modo, disturbi della componente sacrale o della muscolatura orizzontale del piano pelvico posso essere interpretati in prima battuta come patologie anoperianali o esprimere sintomi di tipo intestinale come disturbi del transito colico o della espulsione fecale.

 

E’ indispensabille  arrivare ad una diagnosi, quanto più possibile corretta, per avviare poi questi pazienti a programmi di riabilitazione pelvi perineale integrati dal supporto dell’osteopata e  del nutrizionista.

Il recupero della corretta funzione anorettale, la cura della stipsi, il ripristino della funzione pelvica passano anche per l’aspetto alimentare.

Le terapie come la elettrostimolazione, la Tecar e il bio-feedback e le correzioni dietetiche consentono di trattare e ripristinare il coordinamento funzionale osteofasciale e viscerale.

ROBERTO FERRARA

FRANCESCA ALTAMURA

OSTETRICA 

RIABILITAZIONE PELVICA

ANGELICA SAGRAWA
NUTRIZIONISTA

ALESSANDRO PEGORARO MASSIMO OTTOLINI OSTEOPATI

IL TEAM